La ruota dell'anno ci ha condotti nel tempo di Samhain, la "fine dell'estate", il momento in cui il calore e la luce del nostro Sole cedono lentamente il passo alle ombre.
Egli, principio generatore di tutta la vita, perde il suo potere e si immerge nell'oscurità più profonda, in attesa della rigenerazione, come il seme che si rifugia nel grembo della Terra per rinascere a nuova vita.
E' il Crepuscolo, quando il velo si fa più sottile e la nostra realtà rimane sospesa tra i mondi, quell'istante che non appartiene al giorno né alla notte e che si perde nelle tenebre.
I Celti, che formarano una vera e propria società intorno all’anno 800 D.C. erano un popolo dedito all’allevamento.
Quando cominciava a far freddo, i pastori portavano il loro bestiame a valle.
Questo spostamento era di grande rilevanza sociale. Nei mesi invernali infatti, si stava a casa, facendo lavori manuali e passando molto più tempo insieme.
Samhain portava anche l’ultimo raccolto dell’anno, evento festeggiate contemporaneamente in molte diverse culture.
Secondo la tradizione Celtica i momenti di transizione tra due stati (come il cambio di stagione appunto) avevano particolari poteri magici.
Samhain era il più grande ed importante momento di transizione dell’anno, cambiamento climatico e spostamento della popolazione.
I Celti credevano che questo momento magico potesse aprire una sorta di connessione con il mondo dei morti, coloro cioè che avevano fatto esperienza dell’ultima transizione, quella tra la vita e la morte.
Si credeva infatti che durante il Samhain mondo dei vivi fosse in stretto contatto con quello dei morti, e che gli spiriti dei morti viaggiassero nuovamente sulla terra.
Molte delle attività svolte durante Samhain riguardavano proprio questa credenza ed oggi si sono sviluppate in vere e proprie tradizioni di Halloween.
I Celti non scrivevano le loro tradizioni, ma le tramandavano oralmente, così che di generazione in generazione le leggende e le credenze si arricchivano di nuovi particolari.

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