Il
1 e 2 novembre 2013 a
Valdieri vi aspetta un grande appuntamento con la
storia; l’associazione culturale Terra Taurina e i valdieresi vi
faranno tornare indietro nel tempo di 3000 anni quando le nostre valli
erano abitate dalle popolazioni celtiche.
Infatti verrà rievocato il rito del
samonios o capodanno celtico dove
attraverso 40 comparse in costume storico faranno rivivere per le vie
del paese ai visitatori una serata immersi nella cultura e nella
tradizione celtica.
In particolare venerdì 1 novembre presso il ristorante la Ruota 2 di
Andonno verrà proposto il banchetto del Samonios, una cena a base di
piatti legati alla tradizione celtica con degustazione guidata e
animazione storica in costume .(info e prenotazioni 0171/97289)
Per quanto riguarda sabato 2 novembre Il centro storico di Valdieri
sarà la scenografia di una vera e propria rievocazione storica che
consentirà ai visitatori di passare tutta la giornata a contatto con i
costumi la cultura e le tradizioni celtiche.
Per tutta la giornata sarà possibile passeggiare fra le bancarelle
del mercatino celtico e visitare con un servizio di guide il museo della
Necropoli Protostorica di Valdieri e l’area archeologica con gli scavi e
i nuovi allestimenti che hanno dato vita all’archeoparco.
A partire dal pomeriggio un gruppo di Celti proporra laboratori didattici per i più piccoli e animerà l’area archeologica.
E alle 21.00 che avrà inizio il rito del Samonios; i figuranti
guideranno i visitatori attraverso un percorso che riproporrà scene di
vita quotidiana nell’antico insediamento celtico di
Valdieri dove tra una spiegazione e l’altra e curiose degustazioni di
prodotti della tradizione culinaria celtica si arriverà al sito della
Necropoli illuminata dai falò dove il Druido celebrerà i riti
propiziatori legati al Capodanno delle popolazioni celtiche che
utilizzarono il sito per le sepolture dei propri cari.
La serata terminerà nella piazza centrale con il gran ballo di mezzanotte sulle dolci melodie occitane.
Per i Celti, con la festa di Samonios (o Samhain) si celebra la fine
dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo; è la fine dei sei mesi
estivi e l’inizio dell’inverno. In questa notte la Dea si addormenta e
lo scettro passa al Dio, ormai vecchio e in declino, nella stagione
invernale. Anche la natura sembra morire, ma si ridesterà la stagione
successiva, tornando alla vita insieme alla Dea. Samonios è un momento
di riflessione interiore, di abbandono del vecchio e di preparazione al
rinnovamento. Come molte feste celtiche, viene celebrata a più livelli:
dal punto di vista materiale è il tempo della raccolta e
dell’immagazzinamento del cibo per i lunghi mesi invernali.
Essere soli
in questa occasione, per i Celti significava esporre sé stessi ed il
proprio spirito ai pericoli dei rigori invernali. Nella dimensione
circolare-ciclica del tempo, caratteristica della cultura celtica,
Samonios si trova in un punto fuori dalla dimensione temporale che non
appartiene né all’anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il
velo che divide dalla terra dei morti si assottiglia ed i vivi possono
accedervi, così come i morti possono visitare l’aldiqua... ciò che è
importante, è che alla fi ne tutti tornino al posto giusto!
E’ dunque
una notte dalla duplice valenza; una positiva, in cui i morti possono
tornare a frequentare i luoghi e le persone cari in vita, ma anche la
notte in cui comincia il semestre di oscurità e morte apparente della
natura, scandito da temperature rigide e da poche ore di luce.
Oggi la
festa di Samonios e le sue tradizioni rimangono vivesotto il nome di
Halloween, notte in cui piccole streghe e diavoletti mascherati invadono
le nostre strade. Tuttavia fino a qualche decina di anni fa (prima cioè
dell’ “americanizzazione” della festa), Samonios viveva ancora nelle
nostre campagne.